Le 10 domande più frequenti degli architetti in merito alla costruzione in legno

Architettura, Costruzione in legno

Le 10 domande più frequenti degli architetti in merito alla costruzione in legno

Yves Ebnöther

Consulente tecnico progetti | 05.05.2015

Quando, in qualità di costruttori in legno, discutiamo con architetti e progettisti, ci vengono rivolte spesso le stesse domande. Quale tipo di costruzione (tradizionale, in legno o ibrida) e per quale situazione è la più indicata? Quanto costa una casa in legno? Come si effettua la manutenzione delle facciate in legno? Nel nostro blog trovate le risposte alle dieci domande più frequenti.

1. Quali limiti architettonici ci sono? Di cosa occorre tener conto?

Il linguaggio architettonico di un progetto riflette pensieri ed esigenze dell’architetto e dei committenti ed evidenzia quindi l’individualità del progetto. Allo stato attuale della tecnica nell’ambito dei sistemi di costruzione in legno, non vi sono praticamente limiti di realizzazione delle suddette esigenze, tanto che, ad esempio, una ripartizione standard dei supporti non risulta necessaria. Le caratteristiche della costruzione in legno si distinguono da quelle della costruzione massiccia e in genere vengono già contemplate in fase di bozza dall’architetto. Riflessioni sulle traverse, la progettazione delle colonne montanti, lo standard energetico da rispettare e le superfici interne facilitano la realizzazione del progetto. Secondo la nostra esperienza, una consulenza il più possibile tempestiva sulla costruzione in legno aiuta a rispondere a queste domande.

2. Qual è la durata di vita di una casa in legno?

La casa più vecchia in Svizzera risale al 1287 ed è in legno. A dimostrazione della lunga durata di vita di una casa in legno.

La durata di vita della struttura portante di una casa in legno supera ampiamente i 200 anni. Tuttavia, l’utilizzo degli edifici permane costante spesso solo per una ventina d’anni, un tempo relativamente breve rispetto alla longevità di un edificio. Sarebbe pertanto più opportuno chiedersi: quale dovrebbe essere la durata di vita di un edificio?

È importante che la costruzione venga eseguita in maniera perfetta per evitare danni strutturali o deterioramenti. Questo è possibile grazie a un sistema certificato dall’Associazione svizzera per case di qualità omologate (VGQ), come quello che utilizziamo noi.

3. La costruzione in legno è più o meno costosa di quella massiccia?

Innanzitutto occorre paragonare mele con mele e non mele con pere. Definite le prestazioni che intendete mettere a confronto. In entrambi i sistemi di costruzione sono possibili diverse varianti esecutive. Una costruzione low budget o high budget non ha nulla a che vedere con la scelta del sistema, bensì con le condizioni quadro stabilite. Qual è lo standard di costruzione? Quali le prestazioni complementari? E le dimensioni dei locali?

Stando alle nostre esperienze, il minor/maggior costo di una costruzione in legno in fase di realizzazione si aggira attorno allo 0-5%, valore da definire nell’ambito di qualunque progetto di costruzione.

Se si considera il life-cycle-cost (costruzione, manutenzione, demolizione), il sistema di costruzione in legno in genere è più economico di quello massiccio. Nei costi sono incluse tutte le prestazioni necessarie, dalla fabbricazione dei materiali alla demolizione, fino allo smaltimento.

La progettazione è determinante. Se il progetto è concepito per una costruzione massiccia, la realizzazione in legno rischia di diventare più costosa. Motivo per cui raccomandiamo ad architetti e committenti di decidere già in fase di progettazione la modalità (o eventualmente una costruzione ibrida).

4. È possibile indicare un prezzo a metro quadro approssimativo?

Teoricamente si potrebbe indicare un prezzo al metro quadro per componente. Tuttavia le spese annesse – gru, trasporto, raccordi ecc. – non sarebbero inclusi nel calcolo, impedendo di dare una risposta commisurata al progetto. Per valutare il costo di un edificio realizzato mediante sistema di costruzione in legno, occorre includere nei calcoli altri fattori per ottenere un prezzo significativo, ad esempio dimensioni, complessità e misure statiche. Si tratta di elementi che incidono sui costi, variano da progetto a progetto e devono essere definiti di volta in volta.

Negli ultimi anni abbiamo fatto ottime esperienze con la stima dei costi, che per altro allestiamo gratuitamente.

5. I costi di manutenzione sono più elevati rispetto a quelli di una costruzione mas-siccia?

Con i lavori di manutenzione si tratta di conservare non solo la sostanza edificata, bensì anche il valore dell’immobile, che altrimenti con il passare del tempo andrebbe via via diminuendo. Questi interventi riguardano tutti i tipi di edifici e dipendono più dalle dimensioni dell’immobile, dalla qualità della co-struzione e dalle superfici interne ed esterne che dal materiale della struttura portante.

6. Che dire dell’isolamento termico in estate?

La mera considerazione degli elementi di costruzione, ossia la riduzione dell’ampiezza e il defasaggio, oggi non ha senso per la determinazione quantitativa dell’isolamento termico estivo e non garantisce il benessere auspicato. Con gli standard d’isolamento attuali, il valore U degli elementi di costruzione è talmente buono che nessun carico di calore determinante rischia di invadere i locali. Sono in effetti altri fattori quali i vetri, l’orientamento delle finestre, la protezione solare, il sistema di ventilazione, le appa-recchiature tecniche e il numero di abitanti a rivestire maggiore importanza in estate a livello di comfort. Occorre tener conto dell’influsso di questi fattori sin dalla fase di pianificazione per ridurre al massimo il calore ed espellerlo nell’ambito dell’utilizzo dell’immobile. I due fattori preponderanti sul piano della costruzione sono la protezione solare e la capacità di accumulo dell’immobile che, in una costruzione in legno, è determinata dal massetto. Oltre alle premesse strutturali, è fondamentale il comportamento degli utenti, ossia l’utilizzo intelligente della protezione solare, nonché una ventilazione accorta, soprat-tutto durante la notte. Non va dimenticato l’influsso delle apparecchiature e l’illuminazione. A questo punto non vi sono più ostacoli per la creazione di un clima gradevole nei mesi estivi.

7. Quanto tempo dura il rivestimento di una facciata in legno?

Pianificazione corretta, realizzazione dei dettagli unite a controlli periodici e a un’eventuale manutenzio-ne sono essenziali. In questo modo si evitano danni che possono compromettere la funzionalità dei rivestimenti esterni. La scelta del tipo di legno, il sistema di trattamento delle superfici e l’esecuzione dei dettagli (ad esempio la distanza rispetto al suolo) incidono sensibilmente. Con la giusta manuten-zione potete quindi aspettarvi una lunga durata di vita. A seconda del progetto, le necessità e i deside-ri dei committenti sono diversi. Consulenti esperti potranno esservi di grande aiuto.

8. Ogni quanto occorre eseguire la manutenzione su una facciata trattata?

Il trattamento delle facciate deve soddisfare esigenze molto diverse, quale ad esempio la protezione contro il vento e le tempeste, la pioggia, la neve e il sole. D’altro canto l’aspetto estetico deve rispettare il concetto d’insieme. Ad esempio la posizione dell’immobile, l’esposizione, l’ambiente circostante e ovviamente la protezione strutturale del legno svolgono un ruolo essenziale. Vi sono quindi numerosi fattori che incidono sul trattamento e sulla sua manutenzione e, di conseguenza, sulla periodicità degli interventi. In genere potremmo parlare di intervalli di 5-10 anni.

9. È necessario uno strato impermeabile all’aria e al vapore?

Innanzitutto occorre decidere quale variante strutturale prediligere, ossia se traspirante oppure no. Qualora si opti per un sistema di costruzione ‘che respira’, il cosiddetto rivestimento antivapore non è necessario. La costruzione dovrà essere concepita di conseguenza e controllata e approvata da un fisico della costruzione.

In ogni edificio, l’ermeticità deve essere garantita conformemente alla Norma SIA 180. Essa è estremamente importante per soddisfare i requisiti energetici ed evitare il deterioramento dell’immobile. In termini generali, impedisce all’aria calda interna di fuoriuscire da giunti e raccordi del rivestimento esterno e all’aria fredda esterna di penetrare all’interno. Tutti i raccordi degli altri componenti della costruzione quali finestre e porte devono essere ermetici ai sensi di una pianificazione e realizzazione appropriate.

In numerosi casi, si prevede un sistema impermeabilizzante sia al vapore che all’aria. Questo rivestimento antivapore impedisce all’umidità interna di penetrare nell’isolamento termico dell’edificio. Si evita così la formazione di condensa nello strato isolante.

10. E per quanto riguarda la protezione antincendio? Il pericolo d’incendio è superio-re rispetto a una costruzione massiccia?

Nel raffronto internazionale, la Svizzera vanta uno degli standard di sicurezza più elevati riguardo alla protezione antincendio. Esso si basa essenzialmente sulle prescrizioni di protezione antincendio dell’AICAA (Associazione degli istituti cantonali di assicurazione antincendio). Dal 1° gennaio 2015, è stata emessa una nuova normativa, che impone le medesime condizioni alle costruzioni massicce e a quelle in legno e consente di realizzare edifici in legno più alti, fino a 100 metri, pari all’incirca a 30-35 piani. Insomma tutti gli edifici, a prescindere dalla loro destinazione d’uso, possono essere costruiti in legno.

Il pericolo d’incendio nella maggior parte dei casi è legato all’arredo interno degli edifici (mobili, tende ecc.). Quindi la risposta è: no, il rischio non è superiore rispetto alle altre costruzioni.

Altre domande inerenti alla costruzione in legno?

Non siamo riusciti a rispondere alle vostre domande? Avete altri dubbi? Contattate uno dei nostri consulenti tecnici per progetti.

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